Simone
Come detto nella presentazione Simone è uscito, a puntate, su "Il Vittorioso" nel 1940 (quindi l'autore lo avrà scritto nel '39) in piena atmosfera nazi-fascista tanto che la narrazione risente del clima politico del tempo per cui invitiamo ad evitare giudizi sulla realtà storica in cui l'autore è vissuto. Desideriamo sottolineare una situazione della realtà storica di guerra della Russia con la Finlandia che ci riporta ottanta anni dopo all'Ucraina: nel capitolo "La risposta della Madonna" "I russi avevano ammassato in Carelia divisioni su divisioni, appoggiate dai mezzi più moderni e più potenti di distruzione., stanchi di tutti gli smacchi subiti contro il minuscolo e meraviglioso esercito finnico. I finnici, sempre risorgenti dalle rovine, resistevano con accanimento leggendario. La città di Viipuri, la più colpita, era ridotta un ammasso di macerie. Eppure era ancora rigurgitante di soldati, e vi persistevano gli ultimi abitanti. Il capitano Bernardi aveva ripreso il suo posto di cacciatore dell'aria. Simone aveva dovuto accontentarsi d'essere addetto ai servizi ausiliari del campo.
Ma quella situazione non poteva durare a lungo. Lo spirito ha possibilità illimitate, ma è legato alla fragilità della carne. Quei soldati combattevano da mesi interi, di giorno e di notte, senza riposo, quasi senza mangiare, contro un nemico sempre rinnovato: cadevano stremati.
La Finlandia fu costretta chiedere l'armistizio per impedire la strage dei suoi figli, ormai inutile. Lo chiese con l'onore di quei mesi d'epica lotta, senza sconfitte, contro un nemico cento volte superiore. La guerra era finita. Le condizioni furono dure per l'erpico popolo finlandese: la Russia diventava padrona, fra l'altro, di tutto l'istmo della Carelia, compresa la città di Viipuri.
La popolazione poteva scegliere di rimanere sotto la Russia o di sgomberare per entrare nei nuovi confini, più ristretti, della Patria.
Nessuno volle rimanere: gente della campagna, attaccata alla sua terra, e artigiani dei borghi e delle città, col cuore spezzato, preferirono lasciar tutto e rifugiarsi profughi in Patria, piuttosto che rimanere sotto la dominazione bolscevica: i russi avanzando non avrebbero trovato che case diroccate o case vuote. L'esodo di quelle popolazioni, tra bufere di neve, fu quanto di più drammatico abbia prodotto la guerra di tutti i tempi.
Il Governo finlandese, con cuore riconoscente, decretò la ricostruzione nell'interno del paese, a spese dello Stato, delle città e dei paesi ceduti al nemico".
Ma quella situazione non poteva durare a lungo. Lo spirito ha possibilità illimitate, ma è legato alla fragilità della carne. Quei soldati combattevano da mesi interi, di giorno e di notte, senza riposo, quasi senza mangiare, contro un nemico sempre rinnovato: cadevano stremati.
La Finlandia fu costretta chiedere l'armistizio per impedire la strage dei suoi figli, ormai inutile. Lo chiese con l'onore di quei mesi d'epica lotta, senza sconfitte, contro un nemico cento volte superiore. La guerra era finita. Le condizioni furono dure per l'erpico popolo finlandese: la Russia diventava padrona, fra l'altro, di tutto l'istmo della Carelia, compresa la città di Viipuri.
La popolazione poteva scegliere di rimanere sotto la Russia o di sgomberare per entrare nei nuovi confini, più ristretti, della Patria.
Nessuno volle rimanere: gente della campagna, attaccata alla sua terra, e artigiani dei borghi e delle città, col cuore spezzato, preferirono lasciar tutto e rifugiarsi profughi in Patria, piuttosto che rimanere sotto la dominazione bolscevica: i russi avanzando non avrebbero trovato che case diroccate o case vuote. L'esodo di quelle popolazioni, tra bufere di neve, fu quanto di più drammatico abbia prodotto la guerra di tutti i tempi.
Il Governo finlandese, con cuore riconoscente, decretò la ricostruzione nell'interno del paese, a spese dello Stato, delle città e dei paesi ceduti al nemico".
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